PERCORSO

Memorie di confine e identità plurime: il goriziano 1930-1955


In questo percorso sono contenute le interviste realizzate da Alessandro Cattunar (Istituto Italiano di Scienze Umane) e Kaja Sirok (Museo Nazionale di Storia Contemporanea - Slovenia) all'interno di due progetti di ricerca riguardanti il territorio isontino tra il Fascismo e la nascita del confine.
I progetti intendevano, da un lato, analizzare i rapporti tra le politiche ufficiali attuate dai diversi regimi – in particolare per quanto riguarda la creazione e la trasmissione di una memoria pubblica – e i processi di rielaborazione delle memorie individuali e collettive, con particolare attenzione alle dinamiche di rielaborazione e di oblio e le modalità di narrazione del ricordo. Dall’altro lato, si proponevano di approfondire lo studio dei complessi legami che si instaurano tra meccanismi della memoria ed evoluzione delle identità.
Da un punto di vista cronologico l'attenzione si è focalizzata sul periodo che va dal 1943 al 1955, della caduta del fascismo e la seguente formazione dell’ Adriatisches Kustenland fino alla firma degli accordi di Udine nel 1955. Nucleo centrale di tutta la ricerca sono stati, però, gli anni 1943-47, un periodo decisivo sia nella definizione identitaria della popolazione sia nella costruzione delle memorie pubbliche e individuali. È il periodo in cui, nella Venezia Giulia, si susseguirono due anni di occupazione tedesca, quaranta giorni di amministrazione jugoslava, due anni di Governo militare alleato, sino ad arrivare alla creazione del confine nel 1947.
All’interno dell’arco cronologico considerato si è ritenuto di dover porre l'attenzione sui cambiamenti nelle politiche della memoria e nei ricordi dei singoli individui in seguito alle repentine variazioni di regime politico e collocazione nazionale. Tali cambi di assetto politico e amministrativo, infatti, hanno portato a: continui mutamenti dei rapporti di forza fra i gruppi etnico-linguistici presenti sul territorio, diverse politiche verso le minoranze, complessi rapporti di convivenza e integrazione e plurimi meccanismi di formazione e “costruzione-invenzione” delle identità nazionali.
Il principale intento, quindi, è stato quello di studiare le modalità di configurazione del ricordo sia da un punto di vista dei contenuti e del loro rapporto con gli eventi storici, sia da un punto di vista narrativo e discorsivo. Si è cercato di comprendere i motivi della loro formazione e sedimentazione. Si è sviluppata, inoltre, un’approfondita analisi dei meccanismi che hanno portato (soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale) all’affermazione di memorie differenti e contrastanti a seconda del contesto nazionale o linguistico di riferimento. 
FOTOGRAFIE
INTERVISTE
  • BDI
    Licia de Fornaseri nasce il 26.3.1927 a Lucinico (Gorizia). Il padre è macellaio a Lucinico, la madre casalinga. Diplomata all'Istituto Tecnico di Gorizia vive a Lucinico fino al matrimonio con Livio Sgubin, dopo il quale si trasferisce a Gorizia. Dopo la guerra inizia a lavorare come amministrativa presso la ditta edile del marito.

  • BDI
    Silvino Poletto nasce a Pordenone il 20.8.1921. I genitori sono operai tessili che si spostano per lavoro in varie città del nordest prima di stabilirsi a Gorizia. Silvino diventa operaio tessile alla Safog di Gorizia. Dopo essere stato riformato per motivi di salute parte partigiano con la divisione Garibaldi Natisone di cui diventa Vicecommissario. Durante il periodo di governo americano si iscrive al Pcrg, collabora con l’Uais e scrive in alcuni giornali di propaganda.
    È stato dirigente del Pci di Gorizia e oggi è segretario dell’Anpi di Gorizia.


  • BDI
    Nata a Vipulzano (Slo) il 4.8.1927 vive a Lucinico, frazione di Gorizia. La famiglia aveva una piccola proprietà terriera nel Collio Goriziano. Iolanda frequenta le scuole elementari e medie a Gorizia. Nel 1946 decide di andare a fare l’università a Lubiana. Dopo un anno lascia l’università e si iscrive ad un corso per assistente sanitario. Nel 1947 la sua famiglia decide di lasciare le proprietà terriere che avevano a Gorizia e di trasferirsi in Slovenia. Nel 1953, Iolanda decide di tornare a vivere a Gorizia dove rimarrà tutta la vita.


  • BDI
    Evelina Gaggio nasce a Salona d’Isonzo l’8 maggio del 1930.
    Il padre, originario di Treviso, partecipa alla Prima guerra a Gorizia. Durante il fascimo la famiglia viene fatta trasferire dal Veneto a Salona d’Isonzo con lo scopo di italianizzare la zona. Il padre lavora alla Safog (fabbrica tessile) e poi parte per l’Africa. Il fratello di Evelina entra nella Resistenza slovena e si batte per la “Fratellanza dei popoli”. Evelina, dopo gli studi, inizia a lavorare alla Standa di Gorizia e poi in numerosi altri esercizi commerciali. Dopo la nascita del confine si sposa con Italico Chiarion e si iscrive al Pci. Apre e conduce un piccolo negozio di alimentari.

  • BDI
    Italico Chiarion nasce a Gorizia il 9.4.1930 da una famiglia originaria del Veneto. Durante l’occupazione nazista del Litorale adriatico si trova a Spilimbergo. Torna a Gorizia dopo i quaranta giorni di amministrazione jugoslava. Nel 1946 si iscrive all’Agi e durante le manifestazioni per l’appartenenza nazionale di Gorizia si batte a favore dell’Italia. Dopo il settembre del 1947 aderisce al ricostituito PCI. Si sposa con Evelina Gaggio.


  • BDI
    Adele Dornik nasce a Gradisca d’Isonzo il 17.11.1926. Per alcuni anni lavora presso il catasto di Gorizia. Dal 1941 inizia a collaborare con la Resistenza slovena. Durante il maggio del 1945 decide di schierarsi a favore dell’annessione di Gorizia alla Jugoslavia e inizia a collaborare con le associazioni slovene di Gorizia. Dopo la formazione del confine decide di rimanere a vivere a Gorizia.


  • BDI
    Vilma Braini nasce il 14.6.1928 a Gorizia. La famiglia è di origine slovena. Vive e cresce a S. Andrea (quartiere sloveno di Gorizia). Nel 1943, diventa staffetta con partigiani sloveni. Nel 1944 viene deportata in un campo di concentramento nazista da cui fa ritorno nel giugno del 1945. Dopo la guerra rimane a vivere a S. Andrea e viene assunta come operaia. Diventa dirigente del Pci.



  • BDI
    Renata Santin nasce a Velletri (Roma) il 29.8.1916. Si trasferisce a Gorizia da bambina a seguito del padre ferroviere. La madre è casalinga. Vanno ad abitare nelle case per ferrovieri costruite dietro la Stazione transalpina. Durante la guerra la loro casa viene bombardata e per qualche tempo dovranno chiedere ospitalità ai parenti. Renata si sposa con il sig. Lamberti (prima militare nei balcani e poi dopo l'8 settembre del 1943 prigioniero in Germania) da cui ha un figlio nato nel 1941.

  • BDI
    Ana Brezigar nasce a Salcano il 4.6.1922 (quartiere sloveno di Gorizia passato alla Slovenia). Fino al 1946, lavora in un negozio di giocattoli a Gorizia e poi si trasferisce definitivamente in Jugoslavia.

  • BDI
    Annamaria Miljavec nasce l'11 febbraio 1930 a Gorizia. La mamma è casalinga, il padre falegname, verrà chiamato nel battaglione speciale. Annamaria collabora alle manifestazioni per l'annessione di Gorizia alla Jugoslavia. Dopo la guerra si trasferisce con la famiglia in Jugoslavia.


  • BDI
    Franco Giraldi nasce a Comeno (Komen, oggi in Slovenia) nel 1931. La madre è un’insegnate slovena di Barcola, il padre un italiano originario di una località vicina a Pirano. Il rapporto tra le diverse etnie e culture delle sue terre d'origine dalla famiglia si riflette in maniera significativa anche nella vita di Franco. Dopo aver trascorso due anni in Africa a seguito del padre, frequenta la terza elementare a Trieste alloggiando a Barcola da uno zio. Durante la seconda guerra mondiale collabora con i partigiani italiani, tagliando i fili delle linee tedesche e fasciste. Per alcuni anni vive a Gorizia per poi tornare a Trieste dove frequenta il Liceo Petrarca e conosce Tullio Kezich e Callisto Cosulich.
    Successivamente diventa critico cinematografico e poi regista e si trasferisce a Roma.

UN PROGETTO DI:

Logo quarantasette | zeroquattro

CON IL SUPPORTO DEL PROGRAMMA EUROPE FOR CITIZENS DELL’UNIONE EUROPEA:

Logo Europe for Citizens

CON IL FINANZIAMENTO DI:

Logo FVG Logo Giovani FVG
Logo provincia di Trieste Logo provincia di Trieste
Logo Gorizia Logo Carigo

Copyright © Strade della memoria · All Rights Reserved