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Intervista a Maria Poljsek


Ricerca
Trieste dal fascismo agli anni Cinquanta
Rilevatore
Alessandro Cattunar, Silvia Giacon, Irene Lizzola

Tipo di registrazione-ripresa
Video

Soggetti
fascismo; governo militare alleato; resistenza slovena; Trieste

DATI ATTORE
Nome informatore
LOCALIZZAZIONE
Stato
Italia
Regione
Friuli Venezia Giulia
Provincia
TS
Comune
Trieste
DATI DOCUMENTO
Abstract
Maria Poljšak nasce a Barcola (frazione di Trieste) il 17 gennaio 1934. Il padre è muratore, verrà arruolato durante la guerra e farà ritorno a casa solo nel 1945, la madre si occupa delle figlie e durante la guerra porta il sale in Friuli in cambio di beni alimentari. Tutti conoscono la signora Poljšak col nome di Vera, lei stessa vi si identifica, ma all’anagrafe risulta come Maria, perché i fascisti non accettano un nome non italiano. Questo trauma s’imprime fortemente nella sua memoria, tanto da essere il primo particolare che emerge dal suo racconto. Durante l’intervista Vera ripercorre la sua vita da giovane “italiana di nazionalità slovena”, la frustrazione nel non potersi esprimere nella propria lingua, le azioni della madre che sfida il sistema repressivo fascista pur di rendersi utile agli altri, l’importanza dei libri e della cultura nella sua formazione, tanto da decidere di intraprendere la strada dell’insegnamento. Il racconto della testimone si sofferma spesso sulle figure di Mussolini e Tito, e si focalizza poi sull’arrivo delle truppe anglo-americane e jugoslave, con una visione di speranza in un futuro in cui la libertà di professare la propria lingua e cultura sarà possibile. È una libertà che a Vera sta molto a cuore, tanto da diventare segretaria del Centro Culturale Sloveno di Barcola, presentandolo orgogliosamente dopo l’intervista attraverso racconti e fotografie.
Lo sguardo della testimone si concentra in particolare sulla realtà di Barcola, frazione di Trieste che presenta caratteristiche particolari soprattutto sul piano della convivenza tra sloveni e italiani. Durante il periodo del Governo militare alleato a Barcola fu costruito un palazzo per la residenza degli ufficiali alleati, la cosiddetta "casa degli americani".

Indice
  1. Il suo nome e l’impatto che ha avuto sulla sua identità
  2. Cenni familiari e luogo in cui è cresciuta: Barcola
  3. La madrelingua slovena e l’impossibilità di utilizzarla in pubblico
  4. Ruolo della cultura nella sua vita: i libri prioibiti
  5. Vita sotto il fascismo e durante la guerra
  6. Speranze dopo l’8 settembre
  7. La figura di Tito
  8. Vita dopo la guerra: il governo militare alleato e le relazioni tra italiani e sloveni
  9. Identità e auto percezione rispetto alla cultura di appartenenza e alla sua nazionalità
  10. Situazione attuale della comunità slovena di Barcola
  11. Presentazione e visita del centro culturale sloveno di Barcola

Dati tecnici intervista
Durata: 100'; Colore: colore; Lingua: italiana; Formato video: DV; Quantità: 2 nastri mini-DV (60 min); Stato di conservazione audio e video: ottimo

Collocazione intervista
Fondo Trieste dal fascismo agli anni Cinquanta

Dati intervista
Responsabile della ricerca: Alessandro Cattunar; Supervisore/curatore: Alessandro Cattunar; Operatore: Alessandro Cattunar; Proprietà intervista: Associazione Culturale Quarantesettezeroquattro; Diritti d'autore: Associazione Culturale Quarantesettezeroquattro

Osservazioni
Videointervista a Maria Poljsek effettuata il giorno 24.04.2013 presso la sede del Circolo culturale sloveno di Barcola (Trieste).
Oltre all’intervistata erano presenti Alessandro Cattunar, Silvia Giacon, Irene Lizzola.


youtube:oBl_TdWDG0g
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